IN ESCLUSIVA IL PRIMO VINO DEDICATO AL GRANDE TOTÓ

Ecco il primo vino dedicato al grande Totò: il Principe De Curtis rivive in due etichette campane.

Il vino, come il cinema e il teatro, può regalare grandi emozioni. Totò è un personaggio che sa raccontare ancora oggi la complessità del vivere, della società, dell’uomo: la poetica del linguaggio popolare, la sua risata, le sue maschere sono autentiche e trasversali, uniscono senza distinzioni di ceto e rango, come  l’arte vera sa fare. LA FAMIGLIA DE CURTIS E CLAUDIO QUARTA VIGNAIOLO INSIEME IN UN PROGETTO CELEBRATIVO PERMANENTE. E il vino. Nasce da questa premessa il primo vino dedicato al “Principe della risata”: a un anno dalla presentazione sperimentale al Vinitaly, vede la luce il primo vino ispirato all’indimenticabile Totò. Anzi due: Totò Bianco e Totò Rosso.

Pensata inizialmente come un’etichetta, ‘Livella evolve in un progetto celebrativo permanente, che ambisce a far rivivere l’eredità culturale di Totò, unendo le generazioni con linguaggi e contenuti trasversali al mondo dell’arte e del vino. Un “contenitore” che oggi ospita le prime due etichette, che raccontano l’artista e la sua espressività e che nel tempo si propone di interpretare anche in altre forme il segno lasciato da Antonio De Curtis. Il progetto, che vede la stretta collaborazione di Claudio Quarta Vignaiolo con la famiglia De Curtis e l’Associazione Antonio De Curtis, prende il via con i due vini prodotti nella irpina Cantina Sanpaolo, da vitigni autoctoni regionali della Campania, con due etichette d’autore.

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Claudio e Alessandra hanno cercato a lungo i vitigni con cui esprimere il gusto “partenopeo” attraverso la ricchezza del territorio campano: selezionano e lavorano le uve di vitigni autoctoni, alcuni anche minori. La scelta cade su Piedirosso e Casavecchia per il “Totò Rosso” e su Greco e Fiano per il “Totò Bianco”.

“Abbiamo pensato di dare vita a due vini, un rosso e un bianco, per rendere plasticamente le due maschere che ha saputo incarnare Totò, quella dualità che ha accompagnato la sua esistenza e il percorso artistico: miseria e nobiltà, lacrime e risate, ironia amara come mezzo lieve per descrivere le difficoltà di una società ed un periodo duro”, spiega Claudio Quarta.

Le due etichette d’autore sono state realizzate da Efrem Barrotta, illustratore creativo di Big Sur. Frutto di un unico studio che mette in evidenza la poliedricità dell’artista, riproducono due espressioni diverse della sua maschera facciale, attraverso il semplice spostamento di linee, riconducibili una ai suoi personaggi popolari, l’altra ai suoi atteggiamenti aristocratici.

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